Al Convegno dell'AICA che si è tenuto a Roma dal 4 al 6 novembre il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha presentato lo stato di molti suoi sistemi che hanno nella posizione geografica dei beni l'elemento base per la loro individuazione.
Il Ministero è partito con molti progetti in cui erano già inseriti sistemi GIS già nel 1987 con l'operazione Giacimenti Culturali. Si può dire che è, fra gli enti centrali dello Stato, un precursore dell'uso applicativo dei Sistemi Informativi Geografici. Per esempio il progetto ATLAS, l'atlante nazionale dei beni paesaggistici, non è stato solo il primo sistema informativo territoriale in Italia a trattare l'aspetto del paesaggio e dei vincoli che insistono sulle aree di pregio, ma era stato anche considerato dagli americani, che erano qualche anno avanti a noi nell'uso delle tecnologie GIS, un sistema unico nel suo genere anche per quantità e tipologia di informazioni.
Tornando alle relazioni della sessione moderata dall'Arch. Antonia Pasqua Recchia, Direttore Generale del Ministero, è stato presentato lo sviluppo del SIGEC, il Sistema di Catalogazione dei Beni culturali, che è attualmente in fase di reingegnerizzazione per una nuova versione web-oriented. Poi è stata la volta della Carta del Rischio del patrimonio culturale. Sono state presentate le potenzialità di analisi spaziale applicate alla verifica del rischio per l'evento sismico abruzzese. La terza relazione ha presentato il lavoro di mappatura geografica in un GIS dei siti UNESCO italiani (più di 40 siti dichiarati patrimonio dell'umanità). E' stato poi presentato l'Atlante dei Beni Culturali (ABC) un sistema che consente di consultare contemporaneamente tutte le banche dati del Ministero che hanno un riferimento geografico. Il sistema, per certi versi rivoluzionario, genera un metadati, cerca tutte le possibili relazioni fra gli oggetti censiti, li collega a dei luoghi fisici posizionati sul territorio e consente quindi navigazioni alfanumeriche e geografiche sui dati, senza muovere i contenuti dai loro sistemi di origine. Il sistema è stato ampiamente collaudato sul campo nella situazione abruzzese in quanto è stato in grado di generare un atlante georiferito di tutti i beni mobili ed immobili censiti dal Ministero e da altri enti come la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) e l'ARIT (Agenzia per l'Informatica e la Telematica della Regione Abruzzo). E' stata poi la volta della Società Geografica Italiana che ha contribuito all'Atlante dei Beni Culturali fornendo una serie di delimitazioni storiche non solo amministrative nei diversi secoli, utilizzate dal sistema per le ricerche geografiche di beni che ricadono in aree che nei secoli hanno avuto una loro definizione storica e/o amministrativa. La sessione è terminata con le presentazioni di prodotti e progetti delle seguenti aziende: e-geos, Microsoft, Mirabilia.
Forniremo presto qualche relazione di dettaglio sulle esperienze più significative.














